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Premessa
Le trascorse emergenze alimentari, le ricorrenti crisi commerciali e, di anno in anno, l’allungamento temporale di questi, nonché un’ ormai evidente problematica strutturale nella produzione e nei rapporti con il consumatore hanno rappresentato uno stimolo all’avvio di un’ attenta analisi che ha interessato sia la produzione che la commercializzazione.
Questa analisi, pur con qualche distinguo, ha individuato una serie di punti critici che dovranno essere affrontati con professionalità e senso di responsabilità, pena il ripetersi di situazioni di mercato altamente penalizzanti per l’intera filiera cunicola nazionale. Ma, soprattutto, ha evidenziato la inequivocabile necessità per il settore cunicolo di poter contare su un organismo di rappresentatività forte e ben organizzato, capace di raccogliere attorno a sé la parte più dinamica e vitale della coniglicoltura italiana, sia per rafforzare l’immagine nei confronti del consumatore, sia per dare linee di indirizzo alle produzioni.
Tutto ciò non rappresenta certo una novità per il settore cunicolo italiano, ma dalla sintesi delle problematiche esposte e dalla necessità di individuare delle soluzioni praticabili nasce il progetto costituente il
“CONSORZIO NAZIONALE PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DEL CONIGLIO
ITALIANO” che avrà le funzioni di:
1- Identificare il prodotto nazionale attraverso la tracciabilità
2- Promozione del prodotto nazionale
3- Informazione alimentare sul prodotto nazionale
4- Sostenere le Aziende di commercializzazione nella ricerca di nuovi canali di mercato
Questi quattro capisaldi del progetto costituente il Consorzio si ritengono fondamentali per salvaguardare una produzione nazionale che non ha riscontro a livello europeo, sia in termini di volumi produttivi che di qualità intrinseca del prodotto.
Oggetto del Consorzio
In questo senso, deve essere tracciata, dandone evidenza, l’origine delle carni e, più precisamente, il paese di nascita, d’allevamento e di macellazione/sezionamento: solo le carcasse provenienti da animali nati, allevati e macellati/sezionati in Italia potranno fregiarsi del logo di identificazione.
Guardando oltralpe, anche in Francia esiste un’analoga certificazione denominata “Lapin de France – né et élevé en France.
Adesione al Consorzio

Il Consorzio persegue lo scopo di identificare, tutelare e promuovere la carne di coniglio “nato, allevato e macellato in Italia”.
La costituzione effettiva del Consorzio, cioè la sottoscrizione dell’atto notarile, sarà effettuata da allevatori cunicoli e da macellatori, ma l’adesione vera e propria al Consorzio dovrà essere chiesta dall’ Azienda di Macellazione a nome e per conto degli allevatori con i quali ha in essere dei contratti scritti o verbali per il ritiro dei conigli.
Le ragioni cha hanno spinto ad individuare nel macellatore il soggetto artefice dell’ adesione al Consorzio muovono da alcune considerazioni:
- la quasi totalità degli allevamenti cunicoli italiani sono legati da un contratto, scritto o verbale, della durata annuale con uno stabilimento di macellazione;
- in molti casi nel sud d’Italia allevamento ed impianto di macellazione sono connessi e appartengono allo stesso proprietario;
- i legami contrattuali annuali generano periodiche “migrazioni” di allevatori da un impianto di macellazione ad un altro (51 sono gli impianti di macellazione cunicola attualmente operanti in Italia) rendendo estremamente difficoltoso l’aggiornamento ed il mantenimento della tracciabilità;
- ogni impianto di macellazione è obbligato alla tenuta di un “Registro di Macellazione”nel quale giornalmente il veterinario ufficiale responsabile dell’impianto riporta:
l’allevamento di provenienza dei capi, la data di macellazione, il numero capi, il numero e il tipo dei certificati (all. 3 – mod. 4 – mod. 336), l’esisto delle ispezioni ante e post mortem, il numero dei conigli commercializzabili. Questo registro redatto da un pubblico ufficiale verrà riportato nel Mod. 4 “Registro di carico/scarico” divenendo esso stesso lo strumento base su cui fondare l’identificazione e la tracciabilità di prodotto. Non si creeranno, dunque, nuovi documenti e l’obiettivo sarà comunque quello di ridurre allo stretto indispensabile gli adempimenti burocratici.
Per il carattere stesso di volontarietà, il macello che intende aderire al Consorzio dovrà preliminarmente sottoscrivere con gli allevatori che gli conferiscono gli animali una sezione del Disciplinare a garanzia dei requisiti richiesti dal Consorzio, dimostrando di essere in grado di apporre nell’etichetta commerciale gli elementi della tracciabilità che verranno stabiliti. Gli allevatori, così facendo, delegheranno il proprio macello di riferimento a presentare in nome e per conto l’adesione al Consorzio. Per tali ragioni il Libro Soci del Consorzio riporterà, in sezioni distinte, i nominativi dei macellatori, quello degli allevatori ed anche quello dei sezionatori, tutti con pari dignità societaria.
Anche nel Libro Soci si garantirà, attraverso una gestione di codici, il legame contrattuale esistente tra un certo numero di allevatori ed il macello di riferimento.
Studi di settore effettuati dalla media e grossa distribuzione attestano come un prodotto identificato e dichiarato “italiano”, tracciato e sostenuto da un’adeguata campagna informativa, abbia un “plus-é” commerciale che il consumatore è pronto a riconoscere attraverso una maggiore preferenza di scelta, rispetto all’analogo prodotto messo sul banco vendita con il solo logo commerciale.
Stessa identica situazione, con una maggiore esaltazione dell’italianità produttiva, la si riscontra anche nella distribuzione estera.
Per tali ragioni, oltre a particolari colorazioni del logo di identificazione del Consorzio, è stato adottato l’acronimo “CUNITALY”.
Limiti all’adesione
Il Consorzio certificherà e garantirà nei confronti del consumatore l’identità della carcassa di coniglio e la sua tracciabilità ( allevamento di nascita, allevamento di ingrasso, impianto di macellazione ), per cui dovranno essere ritenuti non idonei:
- il macello che non presenti gli accordi per la garanzia della tracciabilità sottoscritto da tutti gli allevatori conferenti;
- l’allevamento che acquista coniglietti da ingrasso provenienti da allevamenti non italiani.
I macelli, e conseguentemente le aziende agroalimentari di commercializzazione che trattano anche carne di coniglio di provenienza extra nazionale, dovranno fornire ampie garanzie sulla gestione del prodotto, atta a scongiurare qualsivoglia rischio di commistioni.
Gestione finanziaria
Il Consorzio punterà all’autosufficienza finanziaria attraverso:
1.quota sociale: questa, per facilitare le operazioni amministrative, verrà versata annualmente dal macellatore, il quale oltre alla propria, verserà anche quella a carico degli allevatori con i quali ha un contratto di ritiro degli animali. Starà poi al macellatore trattenere dal pagamento dei conigli la quota sociale anticipata.
2.gestione del logo: il consumatore saprà che il coniglio macellato riportante il logo del Consorzio è sottoposto al rispetto di un Disciplinare di Etichettatura che garantisce l’origine e, quindi, il rispetto delle normative nazionali e comunitarie in termini di salubrità alimentare. Il macellatore riceverà dal Consorzio delega per la gestione del logo e sopporterà un costo che verrà determinato sulla base del numero di capi macellati. Sarà poi cura del macellatore recuperare metà del suddetto costo dagli allevatori conferenti.
3.L’assegnazione di finanziamenti pubblici per l’informazione alimentare e la promozione di prodotto caratterizzato dal marchio collettivo.
Gli introiti consortili, oltre al mantenimento della struttura, dovranno coprire la parte di contributo a carico del Consorzio per le attività promozionali ed informative sul coniglio italiano sostenute da intervento pubblico e facilitare la presenza di Aziende italiane a Fiere internazionali dell’alimentare.
L'Ente di certificazione
Sarà Boureau Veritas Certification (BVQI) l’Ente terzo che garantirà una corretta gestione della tracciabilità di prodotto e della sua caratteristica “nato, allevato e macellato/sezionato in Italia” .
Senza nulla togliere agli altri Enti di Certificazione operanti in Italia, ci si è indirizzati verso BVQI, perché riconosciuto in tutti i Paesi della Comunità.
Questo, nell’ottica di incrementare le esportazioni, potrà facilitare i rapporti con i distributori esteri.
Volutamente il logo dell’Ente di Certificazione non apparirà nel logo del Consorzio. Questa scelta è stata adottata per non ingenerare confusione nel consumatore, qualora la stessa Azienda abbia in essere specifiche certificazioni attestate da diverso altro Ente di Certificazione.
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