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L'Alimentazione del Coniglio |
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Lo schema dell'apparato digerente mette in luce gli organi che più ci interessano nel processo digestivo del coniglio.
Fisiologia della digestione
La digestione del coniglio si differenzia dalle altre specie animali per la ciecotrofia.
E' questa la pratica che consiste nella reingestione da parte dell'animale di una parte del cibo elaborata dalla flora intestinale.
Il ciecotrofo reingerito è completamente diverso dal cibo assunto in origine. Infatti è arricchito soprattutto in amminoacidi apportati dalla flora ciecale nel processo elaborativo.
Possiamo quindi distinguere due tipi di feci: feci molli (ciecotrofo) e feci dure (quelle espulse dall'intestino andando a costituire le deiezioni solide).
L'assunzione del ciecotrofo nel coniglio avviene quotidianamente nelle prime ore della giornata.
Oltre alla flora intestinale deputata alla digestione degli elementi nutritivi apportati con il mangime, il cieco ospita una flora potenzialmente patogena costituita da E. Coli, Clostridi, Protozoi e Coccidi. L'equilibrio microbico del cieco è quindi il nostro scopo principale.
Fattore determinante in questo contesto è il pH intestinale il quale, per evitare la proliferazione della flora patogena, non deve superare il valore di 6,4. Questo valore-soglia viene tenuto sotto controllo dagli Acidi Grassi Volatili (AGV) prodotti dalla digestione della fibra e degli amidi contenuti negli alimenti.
Qualsiasi alterazione del pH e quindi dell'equilibrio della flora intestinale provoca due effetti estremamente negativi e fisicamente opposti: la stipsi atonia del cieco cioè il blocco del transito intestinale e la diarrea.
Questi fenomeni negli ultimi anni si sono verificati spesso assieme nello stesso soggetto prendendo il nome di Enterocolite.
I fattori scatenanti questi problemi sono da ricondursi a stress ambientali (escursioni termiche, ventilazione inadeguata o eccessiva ecc), errori gestionali (svezzamenti precoci, spostamento dei soggetti ecc.) e alimentari (somministrazione di alimenti inadeguati per la fase specifica o alimenti non formulati correttamente ecc).
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I fabbisogni nutrizionali

Dalla tabella seguente si possono individuare i fabbisogni alimentari del coniglio nelle varie fasi produttive. Come si vede le esigenze nutritive variano molto soprattutto tra lattazione e svezzamento e lattazione e rimonta. Questo fatto ha recentemente indotto l'allevatore ed i tecnici a praticare una alimentazione del coniglio per fasi rispettando nel modo migliore le esigenze dell'animale nella fase fisiologica in cui si trova nel momento specifico.
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| Elementi
nutritivi |
lattazione |
svezzam. |
ingrasso |
rimonta |
| E.D.a.
min (kcal/Kg - I.N.R.A.) |
2550 |
2400 |
2500 |
2450 |
| Proteina
grezza % |
17,50 |
16,50 |
16 |
16 |
| Fibra grezza % |
14 |
15,5 |
14 |
15,50 |
| A.D.L. minimo % |
4.50 |
5 |
4.50 |
4.30 |
| Amidi % |
17 |
13 |
18 |
15 |
| Zuccheri % |
6 |
6,50 |
6,50 |
6,50 |
| Lisina % |
0.9 |
0.8 |
0.65 |
0.80 |
| AA solforati % |
0.60 |
0.60 |
0.60 |
0.60 |
| Calcio % |
1,10 |
0.80 |
0.50 |
0.80 |
| Fosforo totale % |
0.70 |
0.50 |
0.30 |
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| Fonte:
Lebas et al. |


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